BIBLIOTECA COMUNALE “RUGGERO BONGHI”

DENOMINAZIONE: BIBLIOTECA COMUNALE “RUGGERO BONGHI”
UBICAZIONE: Palazzo di Città
EPOCA: 1817
DIMENSIONI:
STATO DI CONSERVAZIONE:
DESCRIZIONE:


Tra le più antiche raccolte librarie pubbliche della Puglia, la Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” ha come nucleo primitivo l’imponente donazione del marchese lucerino Pasquale De Nicastri (5.000 volumi), che aveva ereditato della nobile famiglia Scassa un cospicuo numero di opere librarie appartenute all’arcade Pietro Rolli, intimo del Metastasio. Un successivo fondo venne donato al Comune da parte di altre illustri famiglie lucerine, come i dotti Lombardi, raccoglitori di patrie memorie.
Inaugurata il 30 maggio 1817 per “diletto dei lettori” e dei cittadini che volevano accrescere le loro conoscenze, la raccolta fu allocata fino al 1869 nella sala capitolare del convento di S. Francesco, dove si accrebbe notevolmente grazie ai volumi provenienti da alcuni monasteri soppressi dopo l’Unità d’Italia.
Attualmente è ospitata in un edificio all’interno del Palazzo di Città, appositamente costruito nel 1904. Diretta per tantissimi anni dall’avv. Giambattista Gifuni (1891-1977), storico e biografo di Antonio Salandra, è divenuta un centro di notevole interesse bibliografico.
La ricchezza del suo patrimonio librario, arricchitosi negli anni di opere di carattere letterario, storico, giuridico e scientifico; la singolarità delle sue sezioni, come quella dei manoscritti e quella dell’archivio Salandra, ne fanno uno dei monumenti più alti della cultura locale. Intitolata nel 1896 allo statista e letterato lucerino Ruggero Bonghi (1826-1895), contiene un patrimonio di più di 100.000 volumi catalogati, oltre 20.000 miscellanee ed opuscoli sciolti; una ricca sezione manoscritta, composta da 450 volumi; oltre 120 volumi di deliberazioni decurionali dal 1498 al 1900; un’aggiornata emeroteca, con più di 100 abbonamenti a riviste e giornali. Vere rarità sono infine 35 incunaboli a stampa, 850 cinquecentine, 150 pergamene, i manoscritti del canonico Carlo Corrado (1650-1725), nonché la raccolta microfilmata del “Foglietto” (1897-1932, 1950-1966) il giornale lucerino diretto fino al 1913 dal concittadino Gaetano Pitta (1857-1950), di cui vi è traccia nelle maggiori emeroteche italiane.

(testo di Massimiliano Monaco)