LA CHIESA DI S. DOMENICO

DENOMINAZIONE: CHIESA DI SAN DOMENICO
UBICAZIONE: via S. Domenico
EPOCA: prima metà del XIV sec.
DIMENSIONI:
STATO DI CONSERVAZIONE: ultimi restauri 1999
DESCRIZIONE:

La chiesa e il convento di S. Domenico, quest’ultimo attualmente adibito a caserma dei Carabinieri e ad Archivio notarile, furono edificati per volere di Carlo II d’Angiò nel 1300, sfruttando il perimetro murario di un ampio fondaco arabo.
Nel corso del ‘700 il tempio, dall’austero stile gotico-angioino, venne radicalmente trasformato in un ricco edificio barocco attraverso la realizzazione di otto semicappelle laterali, corredate di altrettanti altari in marmo policromo ad intarsi: quattro per ogni parete laterale e in più, al centro dell’abside, l’altare maggiore (1709), il più sfarzoso di sculture e di marmi pregiati, assieme a quello della Vergine del Rosario (1728). Il coro ligneo (1640) posto dietro l’altare maggiore è ricco di intagli e di 26 piccole statue scolpite a rilievo su nitide specchiature, rappresentanti Santi e Beati dell’Ordine domenicano e, al centro, nel dossale dello stallo principale, la statuetta del Cristo legato alla colonna.
L’opera, di grandissimo valore, è firmata dal maestro Fabrizio Iannulo da Monopoli ed è divisa da 26 agili colonnine complete e 4 mezze colonne ai due spigoli, tutte scolpite a fiorame, arricchita da una cornice formata da teste di angeli alati e piccole mensole a forma di sfingi. Sul coro è un grande organo del secolo XVII.
Fra le pale che sovrastano gli altari vanno ricordate, sul lato sinistro della chiesa, quella della Natività, di scuola toscana (sec. XV), la tela di S. Pietro Martire, firmata da Michele De Nigris (prima metà del sec. XVIII), quella di S. Vincenzo Ferreri (De Matteis), pure della prima metà del 1700 e quella del B. Agostino Casotti, firmata da Vincenzo Lambiasi.
Le pale del lato destro raffigurano la Vergine SS.ma del Rosario, S. Rosa da Lima, S. Tommaso d’Aquino, dipinto della prima metà del sec. XVIII attribuito a Giovanni Porcello, discepolo del Solimena e, ottima, la tela del Miracolo dell’effige di S. Domenico in Soriano, opera di Massimo Stanzione (1585-1656).
Tra le rimanenti pitture ornamentali che addobbano le pareti del tempio, eccellenti sono lo Sposalizio di Giuseppe e Maria, l’Annunziazione e Gesù al Tempio in mezzo ai dottori (Vincenzo De Mita, seconda metà del sec. XVIII). Capolavoro di Giacomo Colombo è la statua di S. Giuseppe, custodita nell’attigua omonima cappella.